lunedì 14 ottobre 2013

La stupidità.

In un campo di grano, quasi tutte le spighe stavano curve verso terra. 
Solo alcune avevano lo stelo ben diritto e fissavano con alterigia il cielo, i passanti e le loro compagne.
"Noi siamo le migliori" garrivano all'intorno.
"Non viviamo piegando lo stelo come schiave, davvero si può dire che dominiamo gli eventi e la situazione!".
Ma il vento, che conosce la vita meglio di tutti, sogghignò:
"Stanno ben dritte, certo... Perché sono vuote!
Pare che certa gente abbia fatto la fila tre volte quando il buon Dio ha distribuito la stupidità.

Buona vita!

mercoledì 9 ottobre 2013

Dieci favole politicamente scorrette (terza puntata).

 I Vangeli dei due Apostoli.
di Andrea Camilleri.


Tra i moltissimi apostoli che diffusero, con opere e azioni, il Verbo del Cavaliere, due, Marcello e Cesare, furono anche gli autori dei Vangeli che ancor oggi ci permettono di conoscere e ammirarne la sovrannaturale grandezza.
Tra i due sacri testi esistono, è vero, delle discrepanze che non inficiano però la sostanziale verità del racconto. I due concordano sull’episodio del dodicenne Cavaliere che, assalito da alcuni facinorosi senza Fede, detti comunisti, li sgominò, novello Davide, lanciando loro dei sassi e tutti colpendoli alla fronte, perché la sua mano era guidata dal Signore.
Dissentono invece, ma solo per un dettaglio, sul fatto che il Cavaliere avesse camminato sulle acque, come egli stesso confidò a un gruppo ristretto di apostoli.
Mentre Marcello afferma che il Cavaliere disse: “Ho camminato sulle acque”, Cesare racconta che la frase esatta fu: “Ho attraversato cattive acque”.
I due evangelisti invece concordano, in tutto e per tutto, sul risveglio del giovinetto che, caduto in coma, tornò alla coscienza udendo la voce del Cavaliere durante una delle sue predicazioni.
Marcello e Cesare perfettamente concordano anche sul miracolo detto della “conversione del Sinedrio”.
Portato dai nemici davanti al Sinedrio per essere giudicato, il Cavaliere fu accusato di colpe che mai aveva commesso e dovette subire pesanti condanne. Ma qualche tempo dopo, Il Cavaliere, aiutato dall’apostolo Cesare, riuscì a incontrare a quattrocchi i componenti del Sinedrio e con loro lungamente parlò facendoli illuminare dallo Spirito Santo.
Alla fine non solo venne proclamato mondo da ogni peccato, perfino da quello originale, ma alcuni degli antichi persecutori presero a seguirlo e diventarono suoi apostoli.
I pochi reprobi del Sinedrio che continuarono satanicamente ad accusarlo ebbero vita breve e infelice.
Particolare curioso: i due evangelisti stranamente non fanno parola del miracolo più clamoroso e conosciuto, quello della “moltiplicazione dei miliardi”.
Andrea Camilleri

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Così va la vita: papa Giovanni con un solo miracolo lo faranno santo e chi, come il Cavaliere che di miracoli ne ha fatti tanti, è alla gogna mediatica. Se solo si conoscesse la striscia miracolosa di quest’uomo. L’ultimo miracolo risale allo scorso capodanno ed è avvenuto su Twitter, pensate che in una sola notte i suoi followers, tutti arabi e latino-americani, sono passati da settemila a settantamila unità. Le malelingue (comuniste) diranno che sono voti comprati. Altri miracoli sono che prende i voti senza essere un religioso, unico al mondo, ha il dono del conflitto d’interessi e, come il re Mida, tutto quello che tocca diventa oro. Il Cavaliere è un Messia moderno: ha comprato giornali e televisioni non per arricchirsi; ma da quelli parla alle sue folle, attorniato da dieci apostoli, in realtà erano dodici (Fini e Casini lo hanno tradito) : Fede, Bonaiuti, Cicchitto, Gasparri, Galliani, Bruno Vespa, Dell’Utri, Bondi, Cesare Previti e… udite, udite, c’è anche un‘apostolessa: la Santanchè. Il Cavaliere predica, impone le mani e fa miracoli di ogni genere; tanto per citare l’ultimo: l’hanno appena condannato (non alla crocifissione) a quattro anni  e….. miracolo che si ripete: non riescono mai a metterlo in guardina!
Buona vita!
maestrocastello

martedì 8 ottobre 2013

L'amore maturo.

Non so definirlo esattamente,
Ma ho imparato a riconoscerlo.
L'amore dà luce a giorni sempre uguali,
L'amore è sogno e progetto insieme,
l'amore sono i tuoi gomitoli di lana,
la stoffa ancora da tagliare che
diventeranno capi di vestiario.
L'amore è quando al mattino
i nostri sorrisi s'incontrano in cucina,
pronti per la prima colazione.
L'amore è il sentimento che scatta
quando abbiamo a casa i nostri figli.
L'amore è anche quando tu mi dici:
"Per favore, grattami la schiena".
L'amore sono tutte le cazzate  che
ci diciamo lungo la giornata.
L'amore immaturo dice: "Ti amo
perché ho bisogno di te";
l'amore maturo, invece, "Ho
bisogno di te, perché ti amo.
Spero che gli anni siano serviti a farmi maturare.
Buon Anniversario!








lunedì 7 ottobre 2013

Chi sono i deboli?

I deboli sono

quelli che  vengono usati come cavie dalla nostra società;

quelli che vivono nei pressi di un  inceneritore;

quelli che vengono derubati da finti esattori del gas;

quelli che rispettano le leggi;

quelli che non hanno due avvocati per difendersi;

quelli che se rubano una mela, li mettono subito dentro; figurarsi se condannati a 4 anni per frode fiscale;

quelli che se deve succedere qualcosa di male, succede prima a loro;

quelli che bevono acqua al cloro e all’arsenico;

quelli che respirano Pm 10 e hanno il riscaldamento spento;

quelli che rispettano le istituzioni e per questo non sono rispettati;

quelli che vedono la tivù di Stato a pagamento;

quelli che quando si fa una legge, questa ha bisogno di un periodo di sperimentazione,
i deboli hanno questa funzione: preservare le classi più abbienti da conseguenze indesiderate. Se sopravvivono i deboli, allora si può fare;

quelli che si lamentano, ma restano sempre attaccati al loro padrone;

I deboli sono “così coglioni, da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni”.


Buona vita!



(L’idea è liberamente tratta da un post, riveduto e corretto, di Beppe Grillo. L’ultima strofa virgolettata è tratta da un testo di Fabrizio De Andrè).



giovedì 3 ottobre 2013

Vergogna !



E per la barca che è volata in cielo/che i bimbi ancora stavano a giocare/che gli avrei regalato il mare intero/pur di vedermeli arrivare…. Vecchioni ne aveva scritto il copione ed oggi quel film è stato girato davvero, a sud della nostra penisola, dove gravita un’umanità dolente, un’umanità fatta di sogni fragili che spesso s’infrangono in un mare  crudele; proprio com’è accaduto oggi a Lampedusa e quei bimbi, purtroppo, non li vedremo mai arrivare. Su questo mare nostrano transitano verso una terra promessa i barconi della disperazione che trasportano quelli che un tempo erano esseri umani ed ora, avendo perduto la propria dignità, sono divenuti solo dei corpi che vengono imbarcati, si perdono in mare, vengono respinti e quando vengono accolti,  vengono ammassati come bestie, in condizioni igieniche spesso assurde; corpi che lottano per essere integrati, che vogliono riappropriarsi finalmente della dignità di un tempo e noi facciamo del  tutto per impedirglielo. Queste cose non dovrebbero accadere, eppure accadono quotidianamente e accade pure, come oggi, che questi disperati, per farsi notare ed essere tratti in salvo, accendano un fuoco con una coperta e malauguratamente la barca prenda fuoco e, in queste ore ne stiamo contando di morti a centinaia. Vergogna! Vergogna perché ben tre pescherecci hanno rifiutato di dare soccorso, vergogna perché la politica si sta palleggiando le colpe, vergogna per quelli di noi che, accecati da odio e razzismo, sono in preda alla sindrome dell’invasione. Bisogna cambiare il nostro modo di pensare, stemperare rancore e paura verso chi arriva da fuori, tramutandoli in speranza di costruire insieme una società multietnica, dove le differenze non rappresentino più un limite, ma piuttosto un valore aggiunto. Finché accadranno fatti dolorosi come quello di oggi, dovremo solo gridare: vergogna!

Roma, 3 ootobre 2013
maestrocastello











martedì 1 ottobre 2013

Gli anziani sono una risorsa della nostra società

Oggi è la giornata dei nonni e, aldilà dei facili entusiasmi e delle frasi fatte da consumarsi nel tempo di questa sola giornata, la ricorrenza deve indurci a qualche utile riflessione. L'invecchiamento è un evento rilevante nei paesi industrializzati e ancor più in un paese in crisi come il nostro, perché produce produce trasformazioni di natura politica, sociale e culturale a cui la società deve delle risposte. L'anzianità è una strada che tutti, prima o poi, dobbiamo percorrere e l'importante è che ce la facciano con dignità, non con la sensazione di essere scesi di categoria, solo perché non siamo più parte attiva del mondo del lavoro; ce la facciano vivere, invece, con la consapevolezza di essere uguali ed umani. Il compito di una società degna e moderna consiste nel mettere in atto politiche d'integrazione e inclusione socio-culturali della persona anziana, contrastando comportamenti che si concretizzano nell'emarginazione o nell'abbandono che provocano malattie sociali quali solitudine e senso di essere inutili da cui difficilmente si guarisce. Non basta ghettizzare un anziano, relegandolo in un campo di bocce o limitandosi a piazzarlo davanti ad una scuola con la fascia da vigile; bisogna invece aiutarlo a sentirsi meno solo, invitandolo a stare in mezzo agli altri, come parte integrante della nostra comunità. Le società moderne non fanno altro che alzare continue barriere contro le diversità e spesso l'anziano vive, specie nelle grandi città, chiuso in casa, come fosse agli arresti domiciliari.
Badate bene che l'anziano non è un peso, ma una risorsa preziosa per ogni società che vuole progredire con dei sani principi. Ogni tanto dovremmo posare le cuffiette, spegnere il cellulare e ascoltare un anziano, ne avremmo di cose da imparare. Proviamoci qualche volta, scopriremo che sono dei libri parlanti, fonte di saggezza; molto meglio della televisione o di un testo di scuola.


Buona e lunga vita ai nostri nonni!




Metto una mia poesia sul tema, pubblicata nelle annate passate


La casa degli anziani 
si chiama solitudine
Incessante vi soffia 
il vento dei ricordi
Saggi, buoni
pieni di memoria  
sono gli anziani:
carezze nelle mani 
dure come i sassi,
sorrisi tra le rughe
profonde di fatica 
e un velo di stanchezza nelle ossa. 
Non so dove abbiano imparato,
dove trovino le risposte, 
anziani pieni d’amore:
enciclopedie di saggezza,
storie viventi ;
basterebbe solo ascoltarli
e tanti se ne dimenticano.
Vorrei fermare il tempo,
entrare nella fissità del loro sguardo
per farli sentire  importanti,
meno malati e meno stanchi,
levargli quella eterna voglia
di morire prima del tempo. 
Testimoniare che un futuro di speranza 
confida sulle tracce  del loro passato.   


maestrocastello                                                                                                                                                               

Dieci favole politicamente scorrette (seconda puntata)

Il cavaliere e la mela.
di Andrea Camilleri

Quand’era picciliddro, e quindi non ancora Cavaliere, il futuro Cavaliere vide un compagnuccio che stava a mangiarsi una grossa mela. Gliene venne gana irresistibile. Facendo finta di niente, si accostò al compagnuccio, gli strappò la mela e la pigliò a morsi.
La zia monaca del futuro Cavaliere, che era una santa fimmina, a quella scena aspramente rimproverò il nipote.
“Non sono stato io a rubare la mela” ribatté il picciliddro, continuando a dare morsi al frutto. “La colpa è del mio compagno che se l’è lasciata rubare”.
(Andrea Camilleri)

…………

Vedete com’è la vita, si comincia rubando una mela da piccoli e si finisce per far carriera da grandi. Ma non avevo letto da qualche parte: “Va in galera per aver rubato una mela”? Sì, ma non è per tutti così. Quelli sono poveracci che rubano per fame e perciò vanno in galera; ma se rubi per arricchirti e sei magari onorevole o, che so io, primo  ministro; non ti fanno nulla.  Ragioniamo: Se non riescono a mettere in galera un cristiano, nonostante ch’è stato giudicato e condannato, in maniera definitiva, a quattro anni di carcere; lo potevano carcerare da piccolo, per aver semplicemente rubato una mela al compagno?
Morale: Se avete deciso di rubare una mela, fatelo da piccoli, che da grandi vi mettono dentro. Questa è la vita: chi ruba poco è fesso e va in galera, chi ruba molto è furbo e fa carriera.

Buona vita!
maestrocastello