martedì 30 gennaio 2018

ANCORA CI SEI

La tua voce
nella foglia
che agita 
il vento
La tua luce
nel raggio
di sole
che filtra 
tra le persiane 
al mattino;
La tua dolcezza 
nel sorriso 
della foto
in cima 
al nostro letto
Suggestione?......
Ma è così 
che avverto 
che ancora 
ci sei.

sabato 20 gennaio 2018

Il giardino incantato


Da “Ricordi di scuola “
di Giovanni Mosca

Il giardino incantato.

- Una madonnella - disse Maria
- Una coccinella - corresse il ragazzo di terza
- No, una madonnella - dissi anch’io - me la regali? 
- Trovatela, io questa la porto al maestro che ce la spiega. Giulio ha trovato      una pietra focaia.
- Stava in mezzo alla ghiaia - fa Giulio 
- Davvero?
- L’ho trovata in mezzo alla ghiaia - disse un ragazzo di quarta - a casa ci faccio le scintille.
E tornarono a giocare con la terra. Facevano castelli, vulcani; anzi vesuvi, come dicono i bambini,
Rimanemmo soli io e Maria, tenendoci per mano.
- Tu torni qui, domenica?
- Non so se la mamma mi ci condurrà, e tu?
- Neanch’io 
- Avresti paura a rimanere qui, di notte? Ecco una stella, la vedi?
- Chi le accende?
- Iddio! Una compagna mi ha detto che una volta è salita sopra una montagna alta alta, dove si possono toccare.
- Non bruciano?
- No, perché non è come la luce delle candele. Se io guardo le stelle e tu mi guardi gli occhi, le vedi ugualmente.
- Alzò il capo e guardò le stelle.
- Guardami gli occhi.
Si vedeva un luccichio dentro.
- Anche nei miei si vedono?
Mi guardò gli occhi:
- Tante - disse - se li chiudi, spariscono.
- Rimaniamo così, tanto tempo, ad occhi aperti: ce li riempiamo di stelle.
E cominciammo a guardarle tenendoci per mano, fissi, e anche il cuore si riempiva di luce, di una luce che invano, da grandi, si cerca, ma l’incanto finì.
- Maria! Giovanni! Dove siete? È tardi!
Vennero le mamme.
........

domenica 14 gennaio 2018

La radio.



Quando viaggiavamo con la fantasia.
Negli anni sessanta la televisione era arrivata da poco e nelle case la tenevano solo i ricchi. Noi l’andavamo a vedere nei circoli o nelle sezioni dei partiti, sempre che ti facevano entrare. Il sabato sera c’era “il musichiere”con Mario Riva e il problema era dove andarlo a vedere. Quando c’era San Remo, poi, era un avvenimento nazionale e c’era la gara a guadagnarsi un posto in una casa o dovunque fosse possibile.
La televisione, è vero, ce l’avevano in pochi; ma la radio ad averla eravamo un po’ di più. Chi aveva un apparecchio radio in casa lo teneva come fosse un altarino, rivestito con un pannetto di stoffa a fiori. Il siparietto veniva aperto occasionalmente per diffondere musica ad alto volume, in modo che tutti della strada sapessero che avevi la radio.
La radio di allora aveva le valvole e le manopole per cambiare le stazioni e, cosa indimenticabile, aveva un occhiolino luminoso rosso o verde proprio davanti.
Il mio ricordo vola a quelle serate quando mi permettevano di ascoltare un racconto per radio. Al buio, illuminati solo dalla luce di quell’occhiolino, la mia mente viaggiava al rumore degli zoccoli di cavalli al galoppo, rapito dalla calda voce suadente del narratore che mi portava a spasso chissà dove. Allora sognavo spesso, ora mi capita solo quando dormo.

mercoledì 20 dicembre 2017

A NATALE PUOI!


Mi domando se i bambini di oggi  provano le stesse emozioni che provavamo noi con l'arrivo del Natale.
Credo che molto dipenda da noi adulti, le aspettative siamo noi che le creiamo e, ovviamente, responsabili sono anche i tempi che attraversiamo.
Un tempo la povertà era molto diffusa, eppure i grandi riuscivano benissimo a creare il piacere dell'attesa di un momento sacro e gioioso, in cui i vincoli familiari si rinsaldavano maggiormente intorno ad un desco poverello ed un ceppo acceso che scaldava dei cuori semplici.
Un dolce, un mandarino, una caramella sembra poco; eppure riuscivano a far felice un bambino.
Oggi che non mancano i mezzi, si fa più fatica a ricreare lo stesso clima di un tempo. Come mai?
Sarà che di regali i nostri bimbi ne ricevono ad ogni occasione, sarà che le nostre tavole, almeno quelle, sono imbandite tutto l'anno, sarà che non abbiamo più tempo per noi stessi, figurarsi per i figli; sta di fatto
che il Natale non è più lo stesso. Il rischio che col diventi coreografia e basta.
Dare un senso diverso non solo al Natale, ma alla nostra vita è possibile e dipende solo da noi.
Come dice la pubblicità?
A Natale puoi!

mercoledì 29 novembre 2017

Vivere come una formica


L'altro giorno ho visto una formica che trasportava una foglia enorme.
La formica era piccola e la foglia doveva essere almeno due volte il suo peso.
Ora la trascinava, ora la sollevava sopra la testa.
Quando soffiava il vento, la foglia cadeva, facendo cadere anche la formica.
Fece molti capitomboli, ma nemmeno questo fece desistere la formica dalla sua impresa. L'osservai e la seguii, finché giunse vicino a un buco, che doveva essere la porta della sua casa.
Allora pensai: "Finalmente ha concluso la sua impresa!".
Mi illudevo. Perché, anzi, aveva appena terminata solo una tappa.
La foglia era molto più grande del foro, per cui la formica lasciò la foglia di lato all'esterno ed entrò da sola.
Così mi dissi: "Poverina, tanto sacrificio per nulla".
Ma la formichina mi sorprese.
Dal buco uscirono altre formiche, che cominciarono a tagliare la foglia in piccoli pezzi.
Sembravano allegre nel lavoro. In poco tempo, la grande foglia era sparita, lasciando spazio a pezzettini che ormai erano tutti dentro il buco.
Immediatamente mi ritrovai a pensare alle mie esperienze. Quante volte mi sono scoraggiato davanti all'ingorgo degli impegni o delle difficoltà? Forse, se la formica avesse guardato le dimensioni della foglia, non avrebbe nemmeno cominciato a trasportarla.
Ho invidiato la perseveranza, la forza di quella formichina.
Buona vita!

sabato 25 novembre 2017

Contro la violenza sulle donne

DONNE.

DONNE INERMI 
DONNE FERITE
MADRI MIGRANTI 
DONNE UCCISE
CON L'UNICA COLPA 
DI ESSERE FEMMINE
SONO QUESTE LE DONNE 
CHE VI FANNO LA SPESA
LAVANO I PIATTI 
DEL SABATO SERA
PULISCONO IL CULO 
AI VOSTRI BAMBINI
E MENTRE VOI 
CI FATE L'AMORE
LORO LA TESTA  
CE L'HANNO ALTROVE
PENSANO ALLA GUERRA 
DEL GIORNO DOPO
CHE LE VEDRA' 
COMBATTERE SOLE
PER ROMPERE IL FRONTE 
DI UNA GUERRA CIVILE
IN UN MONDO TUTTO 
PENSATO AL MASCHILE
CHE NEGA IL DIRITTO 
DI AMARSI E LASCIARSI
SENZA IL PERICOLO 
CHE GENERI MOSTRI
NELLA CONFUSA 
MENTE DELL’UOMO
QUESTA GUERRA DEI SESSI 
NON VEDRA' MAI LA FINE
SE NON COMINCIAMO 
A GUARDARCI 
COME PERSONE
MA COME FANTASMI 
DI UNA FATUA OSSESSIONE.
(di maestrocastello 25/11/2012)