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martedì 22 dicembre 2009


Glitterfy.com - Glitter Gráficos em Português




Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici: gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.

Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo
durante le lotte della vita



Tratto da "Fantasiando Natale"

sabato 19 dicembre 2009

Letterine di Natale


Ho scovato sul web pezzi di letterine di Natale di bambini che trovo molto divertenti per originalità e fantasia e le voglio condividere con i lettori del blog, così avremo da farci anche qualche risata; dimenticando per un momento tutto il resto.

"Caro Gesù, la giraffa la volevi proprio così o è stato un incidente?"

"Caro Gesù Bambino, i miei compagni di scuola scrivono tutti a Babbo Natale, ma io non mi fido di quello.
Preferisco te."
Sara

"Caro Gesù, sei davvero invisibile o è solo un trucco?"
Giovanni

"Caro Gesù, Don Mario è un tuo amico oppure lo conosci solo per lavoro?"
Antonio

"Caro Gesù, mi piace tanto il padrenostro. Ti è venuta subito o l'hai dovuta fare tante volte?
Io quello che scrivo lo devo rifare un sacco di volte."
Andrea

"Caro Gesù, come mai non hai inventato nessun nuovo animale negli ultimi tempi?
Abbiamo sempre i soliti
Laura

"Caro Gesù, per favore metti un altro po di vacanza fra Natale e Pasqua.
In mezzo adesso non c'è niente."
Marco

"Caro Gesù bambino, per piacere mandami un cucciolo.
Non ho mai chiesto niente prima, puoi controllare."
Bruno

"Caro Gesù, forse Caino e Abele non si ammazzavano tanto se avessero avuto una stanza per uno.
Con mio fratello funziona."
Lorenzo

"Caro Gesù, a carnevale mi travestirò da diavolo, ciai niente in contrario?"
Michela

"Caro Gesù, tu che vedi tutto mi dici chi mi ha nascosto l'astuccio?"
Marco

"Caro Gesù, mi chiamo Andrea e il mio fisico è basso, magrino, ma non debole. Mio fratello dice che ho una faccia orrenda, ma sono contento perchè così non avrò quelle mogli che stanno sempre tra i piedi a fare pettegolezzi."
Andrea

"Caro gesù, abbiamo studiato che Tommaso Edison ha inventato la luce.
Ma al catechismo dicono che sei stato tu. Per me lui ti ha rubato l'idea."
Daria

"Caro Gesù Bambino, grazie per il fratellino. Ma veramente avevo pregato per un cane."
Gianluca

"Caro Gesù, non credo che ci possa essere un Dio meglio di te.
Bè, volevo solo fartelo sapere ma non è che te lo dico perchè sei Dio."
Valerio

"Caro Gesù, i cattivi ridevano di Noè, stupidino, ti sei fatto un'arca sulla terra asciutta. Ma lui è stato furbo a mettersi con tuo padre, anche io farei così."
Edoardo

"Caro Gesù, lo sai che mi piace proprio come hai fatto la mia fidanzata Simonetta?"
Matteo

"Caro Gesù, invece di far morire le persone e di farne di nuove, perchè non tieni quelle che hai già?"
Marcello

"Caro Gesù, la storia che mi piace di più è quella dove cammini sulle acque.
Te ne sei inventate di belle. La mia seconda preferita è quella dei pani e dei pesci."
Antonella

"Caro Gesù, se tu non facevi estinguere i dinosauri noi non ci avevamo il posto, hai fatto proprio bene."
Maurizio

"Caro Gesù Bambino, non comprare i regali nel negozio sotto casa, la mamma dice che sono dei ladri.
Molto meglio l'iper."
Lucia

sabato 12 dicembre 2009

la leggenda del vischio.


Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Gli affari, quel giorno, erano andati benissimo: comprando a dieci, vendendo a venti, moneta su moneta, aveva fatto un bel mucchietto di denari.
Si levò. Li volle contare. Erano monete passate chissà in quante mani, guadagnate chissà con quanta fatica. Ma quelle mani e quella fatica a lui non dicevano niente.
Il mercante non poteva dormire. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Preva che tutti si fossero passati la parola per partecipare a una festa.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: - Fratello, - gli gridarono - non vieni?
Fratello, a lui fratello? Ma che erano questi matti? Lui non aveva fratelli. Era un mercante; e per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi vendeva.
Ma dove andavano?
Si mosse un po' curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli.
Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma lui cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Comprava a dieci e rivendeva a venti. E rubava sul peso. E piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello a quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita.
Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote; anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Entrò nella grotta insieme con gli altri; s'inginocchio insieme agli altri.
- Signore, - esclamò - ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E proruppe in pianto.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.
Alla prima luce dell'alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline.
Era nato il vischio. (tratto da “Racconti di Natale” es. ELLECIDI).
Nel Vangelo di Matteo(Mc 10,17-31) si legge che un uomo andò incontro a Gesù e, gettosi ai suoi piedi, chiese: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Gesù gli disse: ” Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”. Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza»: Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca; va’, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!»: I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. Coraggio, ragazzi, già mi vedo tutto il paradiso popolato di morti di fame, clandestini, zingari, disoccupati, cassaintegrati, barboni, irregolari, profughi e rifugiati, diseredati e figli di mignotta; tutta gente,insomma, che si puzzava di fame in alberghi a dodici stelle e di ricchi?... nemmeno l’ombra! Che goduria!
Buona vita!
maestrocastello