La casa degli anziani
si chiama solitudine.
Incessante vi soffia
il vento dei ricordi.
Saggi, buoni,
pieni di memoria
sono gli anziani:
carezze nelle mani
dure come i sassi,
sorrisi tra le rughe
profonde di fatica
e un velo di stanchezza nelle ossa.
Non so dove abbiano imparato,
dove trovino le risposte,
anziani pieni d’amore:
enciclopedie di saggezza,
storie viventi ;
basterebbe solo ascoltarli
e tanti se ne dimenticano.
Vorrei fermare il tempo,
entrare nella fissità del loro sguardo
per farli sentire importanti,
meno malati e meno stanchi,
levargli quella eterna voglia
di morire prima del tempo.
Testimoniare che un futuro di speranza
confida sulle tracce del loro passato.
(maestrocastello 26/03/2012)
si chiama solitudine.
Incessante vi soffia
il vento dei ricordi.
Saggi, buoni,
pieni di memoria
sono gli anziani:
carezze nelle mani
dure come i sassi,
sorrisi tra le rughe
profonde di fatica
e un velo di stanchezza nelle ossa.
Non so dove abbiano imparato,
dove trovino le risposte,
anziani pieni d’amore:
enciclopedie di saggezza,
storie viventi ;
basterebbe solo ascoltarli
e tanti se ne dimenticano.
Vorrei fermare il tempo,
entrare nella fissità del loro sguardo
per farli sentire importanti,
meno malati e meno stanchi,
levargli quella eterna voglia
di morire prima del tempo.
Testimoniare che un futuro di speranza
confida sulle tracce del loro passato.
(maestrocastello 26/03/2012)
