
"Né un fiore, né un'ombra
Dov'è l'uomo?
Nel trasporto di rocce,
nella traccia del rastrello,
nel lavoro della scrittura"
(Poesia Zen)
Il tema centrale dell’antica filosofia ermetica è il rapporto tra l’uomo e un Dio che sfugge nella sua totale trascendenza all’intelletto umano. L’uomo può cogliere l’essenza divina o attraverso la “gnosi”, praticamente Dio stesso che illumina l’uomo e lo conduce all’estasi e al ritorno dell’anima al suo creatore; oppure attraverso tracce e vestigia che Dio ha lasciato nella creazione della natura che favoriscono un incontro tra due dimensioni : umana e divina. Se le tracce di Dio si trovano, dunque, nella natura; dove possiamo mai trovare le tracce dell’uomo? Se gli insegnamenti del catechismo non ci ingannano, l’uomo va cercato sulle tracce del suo sudore millenario: nel trasporto delle rocce, per creare meraviglie come le piramidi; oppure nella traccia del rastrello, per rendere la terra prodiga di frutti; ma anche nei fiumi di pagine stampate o semplicemente ricopiate da umili fraticelli amanuensi. Ma un giorno l’uomo disattese le bibliche consegne. “ E se ci fosse un modo per non sudare?” aguzzò l’ingegno e lo trovò il modo! Ideò macchine capaci di sconvolgere totalmente la natura: spaccò montagne, deviò il corso di fiumi, distrusse intere foreste, trivellò fondali marini, consumò risorse rinnovabili e non, ad un ritmo impressionante, inquinò l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e la terra che ci dà nutrimento; senza pensare alle conseguenze! Ma ora c’è un rimedio a questo scempio? In questa corsa insensata al consumismo dobbiamo avere chiaro che, mentre una singola persona o Stato può arrecare danni all’umanità intera; la soluzione dei problemi è al di fuori della portata dei singoli individui. Dovremmo tenere bene a mente le parole che il Capo Indiano Seath, della tribù Suwamish, fece in occasione dell’assemblea dei capi indiani del 1854 :” "Tutti noi esseri viventi siamo mutuamente dipendenti uno dall'altro. Noi sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Noi sappiamo che tutte le cose appartengono a una unica famiglia. Tutto è unito. Non è l’uomo che ha ordito le trame del tessuto della vita, egli è solo uno dei suoi fili. Quello che l'uomo fa a questo tessuto lo fa a se stesso…. Dov'è il bosco? E' sparito! Dov'è l'aquila? Sparita! E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza“
E quando avremo distrutto ogni traccia della natura, avremo perso, inesorabilmente, ogni traccia e vestigia di Dio.
Buona vita!
maestrocastello