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sabato 10 settembre 2011

Lettera a mio figlio nel giorno del suo matrimonio.


Caro Ivan,
oggi, quando ti accingevi al grande passo, un vagone di pensieri  si affollavano nel mio animo  e la forte emozione  impediva di metabolizzare bene tutti i sentimenti che investono il cuore di un padre che assiste al matrimonio di un figlio. Mi rivedevo come te, inginocchiato pur’io, nella chiesetta della parrocchia di mamma, alla fine degli anni settanta, con la forza nei calzoni e tanti bei propositi nell’animo. Niente grandi cene, ma un semplice ricevimento in casa di nonna Mafalda che ci avrebbe lasciati un mese dopo. Dopo una morte c’è sempre una nascita e tu, infatti, eri già in arrivo! Ti abbiamo voluto e non ci è mai pesato tralasciare il nostro sonno per assicurare bene il tuo. Allora ti tenevo per mano ed ora ti cammino accanto, ma sono altrettanto sicuro che le tue sapranno stringere altre piccole mani con uguale tenerezza che riservavo per te. Il prete, come un padre,  ti ha fatto molte raccomandazioni; ma io non mi sento di fartene alcuna. Le parole hanno le ali e non si sa bene dove porterà il vento domani. Hai vissuto un bel pezzo di vita al mio fianco e quello è il più bel discorso che un padre possa fare ad un figlio che decide di volare in un nido tutto suo. Ti abbiamo svezzato a latte ed amore, quello stesso che non mancherai di riversare ai tuoi figli. Nella nostra casa regnava l’allegria che saprai certamente ricreare nella tua. Nella nostra famiglia c’erano anche tanti problemi, tu non te ne sarai mai accorto, ma li abbiamo superati sempre tutti insieme. Serve a poco rabbuiarsi! Mamma ti diceva di dirci sempre tutto ed è già questa una bella lezione di vita. Quando ne combinavi qualcuna delle tue, ti abbiamo sempre perdonato; son sicuro che saprai fare altrettanto. Ho trascorso tempo ad insegnarti a donare amore e pazienza ed è giunto il momento  che tu mi dia il cambio.  Sono certo che sarai un marito fedele ed un tenero padre e saprai donare l’amore che ci hai visto donare. Se ho mancato in qualcosa,  cerca di non ripetere i miei errori. E se d’ora in poi camminerai da solo, sappi che non sarai mai da solo.
Ti voglio bene!
Papà.