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giovedì 22 gennaio 2009

Cracovia, 1961



Senza nessuna ragione qualcosa si rompe in me

e mi chiude la gola

Senza nessuna ragione sobbalzo ad un tratto

lasciando a mezzo lo scritto

Senza nessuna ragione nella hall di un albergo

sogno in piedi

Senza nessuna ragione l’albero sul marciapiede

mi batte in fronte

Senza nessuna ragione un lupo urla alla luna

iroso infelice affamato

Senza nessuna ragione le stelle scendono a dondolarsi

sull’altalena del giardino

Senza nessuna ragione vedo come sarò nella tomba

Senza nessuna ragione nebbia e sole nella mia testa

Senza nessuna ragione mi attacco al giorno che inizia

come se non dovesse finire mai più e ogni volta sei tu

che sali dalle acque.
Nazim Hikmet


Le cose accadono, a volte, senza una vera ragione apparente. Un detto antico recita: “Il saggio guarda la luna, lo scemo guarda il dito”. Nulla avviene per caso, senza nessuna ragione. Basta saper guardare al di là della siepe, oltre l’ovvio quotidiano; inforcare gli occhiali del saggio che puntano dritti alla luna, escludendo i dettagli. La ragione sta nelle cose stesse, nel pensiero che si strugge in esse, nel cuore che le ama avendole vissute. A guardar bene si scoprono non una ma mille ragioni che motivano la nostra esistenza. Possiamo finalmente sapere, ad esempio, la ragione perché certe notti restiamo svegli troppo a lungo, prigionieri di pensieri malsani. Perché la fortuna spesso sorride ai malvagi, mentre se ne vanno sempre i migliori. Perché lottiamo una vita per un ideale che abbiamo sempre saputo inarrivabile. Perché certuni, pur sommersi da mille disagi, lottano e alla fine sono felici; mentre altri fanno un cattivo uso della loro fortuna. Perché basta una rosa a regalarci un sorriso di donna e quello stesso sorriso è sufficiente per far felice un bambino?