giovedì 31 dicembre 2009

IL PRIMO GIORNO DELL'ANNO

di Pablo Neruda

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli…
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.


Trovo geniali gli ultimi versi e.... ,come dice Neruda, prepariamoci a vivere questo 2010 in altro modo, prepariamoci a mangiare, a fiorire e, soprattutto, a sperare!

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maestrocastello.

Lo "steccato"


C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.
Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era molto più facile controllarsi che piantare chiodi.
Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato.
Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo.
Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.
I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato.
Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: "Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato"!
Lo steccato non sarà mai più come prima.
Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste.
Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.
Una ferita verbale fa male quanto una fisica.
(Anonimo - traduzione dall’inglese di G. Carro).



Chi è povero e debole spiritualmente in genere cerca di vendicarsi, più o meno inconsapevolmente, perchè egli non è capace di perdonare, di capire gli altri e di girare pagina all'istante; ma cercerà di vendicarsi come può, sbarazzandosi del nemico e disseminando chiodi dappertutto.
Ma non si può vincere i cattivi con la cattiveria, i calunniatori con la calunnia, i gelosi con la gelosia, i collerici con la collera ed i violenti con la violenza!.. poichè significa identificarsi con loro.. mettersi al loro livello.. restare nella zona bassa, legarsi all'inconsapevolezza e conseguentemente alla sofferenza. Tutti quei chiodi sono davvero tanti coltelli che piantiamo negli altri ed in noi stessi. Per difendere e diferdersi dalle offese, è necessario non restare nella stessa onda di chi ti ha offeso. Dobbiamo salire di un'ottava, dobbiamo raggiungere la regione dove brilla la nostra Luce, dove nessun pensiero velenoso possa raggiungerci e ferirci...
Per il nuovo anno ? Promettiamoci di non procurar ferite!
Buona vita e Buon Anno !
maestrocastello.

mercoledì 30 dicembre 2009

BUON ANNO 2010 !





"La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare" (A. Schopenhauer).
Fare gli auguri non è altro che accendere in chi li riceve una speranza nel domani.
Auguro a tutti i lettori un anno zeppo di avvenimenti belli e la capacità di considerare quelli brutti, solo come incidenti di percorso o (se volete) come prove di vita che aiutano a crescere.
Buon anno!
maestrocastello.

giovedì 24 dicembre 2009

Buone feste!




In occasione di questo Natale il blog maestrocastello compie un anno di vita. Anche se non continuativamente, ho cercato di condividere emozioni, partecipare problematiche di interesse generale, cercando di evitare, come promesso, coinvolgimenti politici. Nella speranza che la partecipazione sia più ampia, auguro a tutti i lettori buone feste!
maestrocastello

mercoledì 23 dicembre 2009

Aspettando il Natale.



« Io che conosco bene l'idee tue
so' certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me...Semo compagni

No, no - rispose er Gatto senza core -
io non divido gnente co' nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so' conservatore
(Trilussa)

L’amore oggi si veste di formalità e consuetudine, di gesti ripetitivi e storie già narrate. C’è bisogno di Natale per smuovere coscienze e costringerci ad un buonismo di maniera? “A Natale bisogna essere più buoni” e poi? Tornare nell’indifferenza di sempre. Tanti si comportano proprio come il gatto di Trilussa: predicano, a digiuno, amore e fratellanza e quando gli capita di papparsi un pollo, si ricordano, improvvisamente, di essere figli unici. Mi ricorda tanto il linguaggio di moda nella politica italiana. Non tutti, però, si comportano in questo stesso modo, ci sono anche i personaggi famosi che, poverini, sono “testimonial di lusso”per un giorno, signore impellicciate che organizzano serate di beneficenza e politici che distribuiscono panettoni ai carcerati; basta che tutto poi si risappia in giro. La cosa più penosa sono i pranzi organizzati per poveri ed anziani, trasmessi puntualmente in televisione; come se questi disgraziati avessero diritto ad un solo pranzo all’anno! E meno male che l’insegnamento evangelico ammoniva: “Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te..” e ancora: “la tua mano destra non sappia cosa fa la la sinistra” . C'è da ricordarsi che l’elemosina nel segreto è il gesto concreto di fare qualcosa di buono per chi non potrebbe procurarsi il necessario con le sue sole forze. Che si delinea così una relazione di fratellanza nonostante la disparità sociale, di fronte a Dio ; un’uguaglianza manifestata nell’aiuto concreto di chi può verso chi non ha. E ricordiamo anche che è Natale tutto un anno! E' Natale ogni volta che facciamo nascere l'amore nei nostri cuori! Auguri!


Buona vita e Buon Natale!
maestrocastello

martedì 22 dicembre 2009


Glitterfy.com - Glitter Gráficos em Português




Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici: gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.

Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo
durante le lotte della vita



Tratto da "Fantasiando Natale"

lunedì 21 dicembre 2009

LEZIONE DI VITA.


Glitterfy.com - Glitter Gráficos em Português

Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d'acqua.
"Quanto costa un sundae?" chiese il bambino.
"Cinquanta centesimi" rispose la cameriera.
Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle. "Bene, quanto costa un gelato semplice?".
In quel momento c'erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po' a perdere la pazienza.
"35 centesimi!" gli rispose la ragazza in maniera brusca.
Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: "Allora mi porti un gelato semplice!".
La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì.
Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere perché lì, ad un angolo del piatto, c'erano 15 centesimi di mancia per lei.
Il bambino non chiese il Sundae per riservare la mancia alla cameriera.
(da Nardo riflessioni)
PER LA RIFLESSIONE
Sono quei piccoli fatti che ci lasciano impietriti, perchè non hanno bisogno di essere spiegati con parole. Se solo, ogni tanto, concedessimo qualche pausa alle quotidiane tensioni, non ci capiterebbe di ricevere proprio da un bimbo una eloquente lezione di vita. Essere bruschi è una reazione che ci viene spontanea, più difficile resta invece sorridere nonostante tutto. Forse è in quest’ultima direzione che dovremmo lavorare maggiormente.
Buona vita!
maestrocastello