venerdì 13 dicembre 2013

Giocattoli superflui.

In alcune zone del nord Italia la tradizione vuole che il 13 dicembre Santa Lucia (Santa Luza) porti doni ai più piccoli, quasi un'anticipazione dei doni che riceveranno a Natale. Non sto a raccontarvi la storia del martirio di Lucia, fanciulla siciliana a cui vennero cavati gli occhi e che per questo fu considerata la protettrice della vista; perché la trovate sui libri; voglio, invece, narrarvi il perché santa Lucia proprio oggi porta doni ai bambini e questo perché è racchiuso in una favola che ero solito raccontare ai bambini, quando insegnavo.
“La chiave d'oro” o favola di Santa Lucia.
Quando Lucia salì in cielo tutti si meravigliarono nel vederla così giovane. Ben presto la santa coi suoi modi dolci conquistò tutti ed anche il burbero San Pietro che si prese cura di lei, proprio come fa un nonno con la sua nipotina. I giorni trascorrevano lieti, ma Pietro, nonostante la lunga barba bianca, ci vedeva benissimo e non gli sfuggì quel sottile velo di tristezza che stazionava suoi occhi. In un momento di confidenze, venne a sapere che Lucia avrebbe tanto desiderato, anche per un solo minuto, rivedere il suo paese in Sicilia e i suoi poveri. San Pietro fu colpito da tale richiesta, ma non sapeva come poteva esaudirla. La notte non ci dormiva turbato da questo pensiero, finché prese coraggio e volle parlarne al Padre Eterno. Quando fu al Suo cospetto e sempre tenendo la testa china per profondo rispetto, espose la richiesta. Il Signore, che tutto vede e tutto sa, gli consegnò una piccola chiave d'oro che apriva una finestrella sul mondo. “Tieni Pietro, portala a Lucia”. San Pietro, sorpreso e felice, corse come un ragazzino a portare la chiave alla sua “santa bambina”, felice di aver esaudito il suo desiderio. Lucia aprì la finestrella, dette uno sguardo sul mondo e , felice di quella visione non desiderò più di aprire gli occhi sulle cose terrene. Ma una notte fu svegliata da lamenti e pianti lontani. Prese la chiave e corse a vedere di che si trattava. Fu in quel momento che vide tutte le ingiustizie del mondo e, soprattutto, vide i bambini che soffrivano e piangevano a causa delle angherie degli adulti. L'umore della santa mutò da quel giorno e la cosa non passò inosservata a San Pietro e specialmente al Padre Eterno che chiamò  Pietro. “Ho deciso,  daremo a Lucia l’incarico di portare, una volta l’anno, un po’ d’allegria sulla Terra e tu,  Pietro, dille che il Signore l’autorizza a scendere ogni 13 dicembre, giorno del suo martirio, per portare doni a tutti i bambini.” Quando ebbe la notizia la santa rimase incredula e felice. Ormai mancavano pochi giorni al 13 dicembre e Lucia non disponeva di nulla: in paradiso non esistevano né pasticcerie, né negozi di giocattoli e lei non sapeva come fare. Ma questa volta San Pietro ebbe un’idea proprio geniale; chiamò Lucia, invitandola ad aprire la finestrella: “Guarda, vedi nello spazio? Là c’è un cavalluccio, lo vedi? Là c’è una bambola, un trenino, là c’è una trombetta, li vedi? Sai cosa sono tutti quei giochi? Sono giochi superflui, inutilizzati, abbandonati, dimenticati da bambini viziati e mai contenti. I giochi sono come le persone, cercano compagnia e, se nessuno li vuole più, preferiscono andare nello spazio, in attesa d’ incontrare bimbi disposti a giocare con loro. Dai, forza! Prendine quanti ne vuoi e portali a  chi ne ha veramente bisogno!” . Lucia cominciò a riempire tanti sacchi di giocattoli e con l’aiuto di un asinello che si offrì volontario, fu pronta a portarli ai bambini bisognosi. Ecco come nacque la leggenda del viaggio di santa Lucia che ogni 13 dicembre porta gioia ai bambini e compagnia ai giocattoli.
Buona vita!


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