mercoledì 5 giugno 2013

Proverbi santagatesi.

I proverbi sono la più antica e comune forma di poesia gnomica che in pochi versi offrono un precetto o un semplice avvertimento. I proverbi traggono origine dalla saggezza popolare e sono rivolti non ad una singola persona, ma all’intera collettività che li tramanda di generazione in generazione. Il proverbio manifesta l’animo di un popolo, la sua cultura, tutta la sua vita, dalle superstizioni ai suggerimenti per la salute, dall’agricoltura all’’allevamento del bestiame, alle consuetudini religiose e sociali. “Di Venere e di Marte, non si sposa e non si parte eccetera….”, “Male non fare, paura non avere”; quanti proverbi ho sentito da piccolo, a casa mia c’era un proverbio per ogni occasione e tutti noi ragazzi di un tempo siamo cresciuti a proverbi: proverbi per ammonire, per istruire, per correggere; i nostri genitori ricorrevano spesso ai proverbi. I proverbi sono molto efficaci perché sintetici ed essenziali, pensate che il filosofo greco Aristotele li considerava “schegge preziose di antica sapienza”. Negli ultimi anni si assiste fortunatamente ad una sorta di reviviscenza delle tradizioni popolari e dei dialetti, dopo decenni di emarginazione, dopo aver acquisito la coscienza che la “civiltà del passato” ha molto da dire e da insegnare all’uomo di oggi ed in particolare alle nuove generazioni, anche servendosi dell’ausilio di semplici detti come i proverbi che contengono  chiare verità. Facendo uno sforzo di memoria ho ricostruito alcuni proverbi santagatesi che fanno parte della mia infanzia e sono dei veri aforismi che allora non capivo e col tempo ho metabolizzato e compreso quanta verità contenessero. Prego chi mi legge di aiutarmi nella spiegazione del significato esatto di questi e di suggerirne altri per un ritorno collettivo al passato. Buona vita! Maestrocastello

Proverbi santagatesi che ricordo:
1) Quann lu uine è bbuone se venne pur senza frasca.
    Quando il vino è buono si vende pure senza pubblicità.
2) Addummanne a li cantniér se lu uine è bbuon.
    E’ superfluo chiedere al vinaio se il suo vino è buono.
3) Senza renèr nun z candene messe.
    Senza soldi non si fa nulla.
4) Lu sazie nun crér a lu resciùne.
    Quando sei a stomaco pieno, non t’importa degli altri.
5) E’ muort lu criatur e nun sime cchiù cumbér
    Quando finiscono gli interessi, si dimenticano le persone.  
6) Statt’ attient’ a li rusce, li curt’ e li musce.    
      Fai attenzione a quelli rossi di capelli, ai nani e ai mollicci.
7) Vej’ truann’ sul’ scus’ e meltiemb’
    Ogni scusa è buona.
8) Cu la gend r’ mundagna nu ce pierd’ e nun ce guaragn’
     Trattare coi montanari è tempo sprecato.
9) R’annanz t’alliscia e r’addrèt’ te striscia.
    Chi fa il doppio gioco.
10) Tre sò li cchiu putent: lu pèp’, lu rré e chi nun tén’ niend’.
      Tre sono i potenti: papi re e nullatenenti.
11) L’anema trist’ nu la vòle manghe Crist’.
      Chi è sempre triste, fatica a trovar compagnia.
12) Vasce s’ nasce, furb’ s’addeventa.
      Con la natura non c’è poco da fare, per il resto tutto è possibile.
13) Na fèmmena senza piett’ eja nu stip’ senza piatt’.
      Una donna senza petto è come una credenza senza piatti.


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